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lunedì 21 ottobre 2013

Sui sentieri di montagna, rispetto e attenzione reciproci tra chi cammina e chi va in bicicletta

Al Kiku. International Mountain Summit (IMS) 2013, a Bressanone si è parlato di un tema emergente in montagna: il crescente numero di bikers sui sentieri e le problematiche che derivano dalla loro presenza e dall'armonizzazione di essa con quella dei camminatori.
Pubblico qui di seguito il testo pressochè integrale del comunicato che gli organizzatori dell'International Mountain Summit hanno diramato poco fa.


«Andare in mountain bike fa sudare, è ecologico e divertente. Gli innumerevoli ciclisti ormai fanno parte, come escursionisti, alpinisti e scalatori, dell’immagine alpina, usano infrastrutture in montagna come sentieri, malghe e rifugi e rappresentano una considerevole parte dei membri iscritti alle associazioni alpine. La notevole tendenza di crescita degli ultimi anni ha suscitato opinioni differenti riguardanti questo sport all’interno e all’esterno delle associazione alpine. Sabato 19 ottobre, a Bressanone sono stati invitati specialisti delle associazioni alpine, dell’amministrazione pubblica e delle singole destinazioni ciclistiche per analizzare la situazione attuale, presentare principi fondamentali e di comportamento, nonché per raccontare la storia di successo di questo sport.

La situazione giuridica: non chiarita del tutto
Tutti i relatori erano d’accordo sul fatto che bisogna agire. In passato sono sorti ripetutamente conflitti e riflessioni in riferimento all’uso multiplo dei sentieri, a causa della manutenzione dispendiosa, della attribuzione di responsabilità e dei possibili conflitti tra escursionisti e ciclisti. La situazione giuridica nelle singole regioni montuose è molto diversa: in Trentino, regione molto attraente per ciclisti, esiste dalla fine degli anni 90 un regolamento rigido ma che si riferisce solo alla larghezza e alla pendenza dei sentieri. In Alto Adige al momento tutto è ammesso ciò che non è vietato, mentre in Germania il tema è regolato diversamente nelle singole regioni federali e in Austria il muoversi sui sentieri e sulle strade forestali in principio era vietato, o meglio permesso solo con il consenso dei proprietari.

Le Alpi sono destinazioni ciclistiche
Bisogna agire il più presto possibile per sviluppare sentieri adatti con lo scopo di favorire un uso turistico.
Il segmento è in crescita economica: solo in Alto Adige ogni anno vengono vendute 10.000 mountain bike e il numero di pernottamenti di turisti che trascorrono le loro vacanze in Alto Adige per andare in bici si aggirano sui 100.000, in crescita.

L’appello: rispetto reciproco
Nelle associazioni alpine delle diverse regioni si sono formate piattaforme proprie e gruppi lavorativi, che si occupano di questo tema e che cercano di risolvere la questione del rispetto reciproco senza provocare conflitti. Basilari sono provvedimenti di formazione e educazione. Si è auspicata l'istituzione di parchi ciclistici e di percorsi downhill.
Le associazioni alpine e gli interessati lanciano un appello per una cooperazione e il rispetto reciproco di utenti di sentieri, per evitare divieti a lunga scadenza. Come base per questo sono stati approvati dieci consigli di comportamento dal Club Arc Alpin, l’organizzazione tetto delle associazioni alpine. Sono necessarie strategie comprensive per integrare questo sport di montagna così diffuso, perché solo così il ciclismo in mountain bike potrà essere diffondersi efficacemente».

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