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mercoledì 12 giugno 2013

Finisce l'IPW 2013 qui a Las Vegas e domani si riparte: destinazione Denver, Colorado

Lungo la Strip di Las Vegas
In volo sulla Strip
L'International Pow Wow 2013 sta per concludersi, qui a Las Vegas. Questa sera, l'evento finale nel faraonico Caesar's Palace. È stata anche quest'anno un'occasione importante per conoscere da vicino gli andamenti del turismo qui negli Usa, anche se tocca constatare, purtroppo, che l'Italia non è tra i mercati più importanti per gli operatori americani. Che preferiscono investire su altri, più dinamici Paesi. Colpa della crisi, colpa della recessione, colpa... nostra. Da qui è infatti sempre più evidente che l'Italia è un Paese incartato, che deve tornare a credere nel proprio popolo e che deve dare a tutti e soprattutto ai giovani obiettivi e traguardi raggiungibili ma anche sfidanti.


Domani riparto in direzione di Denver. Dalla capitale del Colorado inizia la parte “by car” del mio viaggio che, attraverso Wyoming e South Dakota, mi condurrà di nuovo a Minneapolis.
Avete in mente di visitare La Vegas? Scrivetemi e vi darò volentieri qualche dritta: non è una città facile...

3 commenti:

  1. A proposito di America
    Eccoci qua, a scriverle del nostro viaggio sul treno Chicago-Los Angeles dell'Amtrak, per ringraziarla veramente di cuore! Lo scorso anno, così, per caso, mi sono imbattuta nel suo articolo su Repubblica Viaggi che raccontava di un viaggio diverso, di un viaggio vero,di panorami, persone, colori: che dirle, già dopo le prime righe volevo salire su quel treno. Non ho fatto che parlarne tutto l' inverno e alla fine il 23 maggio scorso, siamo partiti! E' stata una esperienza bellissima e molto particolare . Il treno è stato divertente, rilassante.Al ristorante i tavoli erano da quattro così la “ chiacchera” è stata d' obbligo.E'Vero che si incuriosiscono e ti chiedono da dove vieni e perché.Il tempo passa guardando comodamente il mondo visto nei films dal vagone panoramico, gli animali selvatici,i cavalli in libertà, il Mississippi,la magia di immaginare che improvvisamente sopra le rocce possano spuntare gli indiani,ascoltando la guida che racconta, per un tratto, tutto quello che si incontra. Ma, sinceramente, si può anche non ascoltare, perché è meraviglioso lasciare la mente libera di correre in quello spazio che sembra infinito, cullati dal movimento del treno che,in salita,sembra voglia fermarsi. Campi coltivati,deserto,montagne rosse o nere, foreste. Non era la nostra prima volta negli States ma qui chilometri e chilometri senza altro che una strada diritta davanti e ai lati una natura spesso selvaggia, danno un senso di libertà incredibile.Forse neppure mio marito pensava gli sarebbe piaciuto così tanto, quando ha voluto farmi la sorpresa di prenotare.
    Ha fatto tutto quello che lei ha consigliato, proprio tutto, compreso rivolgersi a Patrizia Antonicelli.Siamo scesi ad Albuquerque e siamo stati due notti a Santa Fe deliziosa ed elegante. Siamo rimasti senza parole: non credevamo di incontrare una persona così piacevole, interessante, entusiasta, capace di farci innamorare di quei luoghi che, ammetto, per la prima volta da quando viaggiamo, abbiamo affrontato con un bagaglio poco più che nozionistico. Siamo arrivati ricordando Tex Willer e viaggiare in auto con Patrizia e ascoltarla mentre ci portava verso le rovine millenarie di Puye Cliff, tra i nativi nel Pueblo patrimonio Unesco a Taos e lì nel nuovo ristorante di una signora tedesca, è stato carico di meraviglia. Poi ancora ci ha accompagnato ad ammirare il Rio Grande dall'alto del suo canyon. Tornati a Santa Fè, abbiamo passeggiato, mangiato da The Shed, delizioso ristorantino e sicuramente avremmo voluto rimanere di più,Posti nuovi e
    incredibili,per varietà e mescolanze( come i Cow boy col cappello nero e il cinturone in una piccola stazione o gli Amish, che ti riportano indietro nel tempo), così tante che riesce difficile tradurle in parole. E poi quello che mi è piaciuto molto è stata l' aria assolutamente di autenticità che si respirava ovunque.Stavolta non abbiamo visto i classici musei, ma natura e persone, cibi e luoghi intrisi egualmente di cultura. Che meraviglia! Scesa dal treno dell'Amtrak ho pensato immediatamente che mi dispiaceva solo di non essere un po' più giovane,e di non avere una moto, come le decine di harley davidson che abbiamo visto sfrecciare lungo la route 66. Certo si vedono ai raduni anche da noi, in Italia, ma non è lo stesso che vederli nei loro luoghi.Forse abbiamo davvero sognato
    l'America,da ragazzi e così a vedere tutto da vicino diventiamo come quella bambina che abbiamo visto agli Universal Studios ( ci siamo fermati tre giorni a Santa Monica) abbracciare uno Shrek grande e grosso con gli occhi scintillanti di chi vede materializzarsi un sogno.
    Grazie infinite di averci fatto provare tante emozioni nuove e le assicuro che da oggi in poi il suo blog e Repubblica Viaggi saranno i nostri Guru. Specialmente se poi ci faranno conoscere persone speciali come Patrizia. Al prossimo viaggio!
    Licia Caldani e Floriano Frangipani Napoli 22 giugno 2013

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  2. Licia, Floriano, che dire? Grazie per questo vostro commento che è ben più che un commento. Ovviamente sono felice di avervi dato lo spunto per un viaggio così bello e sono contento che abbiate apprezzato la professionalità e l'entusiasmo di Patrizia Antonicelli.
    Continuiamo a seguirci e dico seguirci perchè il vostro modo di raccontare è davvero esemplare (anche per molti giornalisti...). Scrivo da Sioux Falls dove sto terminando un viaggio diverso ma altrettanto bello. Non perdiamoci di vista, come dicevo, dato che presto o tardi lo racconterò. E voi non fatemi mancare le vostre prossime esperienze di viaggio. Stavolta tocca a me prendere spunto da voi!

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  3. Sus articulos son todo un espectaculo y un placer leerlos.
    Gracias por seguir publicando para los que disfrutamos del placer del viajar.
    Saludos

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