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venerdì 21 dicembre 2012

Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, annuncia uno “spazio virtuale” che accoglierà i visitatori e li preparerà all'ingresso nella Cappella Sistina. Ecco perchè è una bella e importante notizia

Bella intervista oggi sul Corriere ad Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani. Paolucci non è solo l'uomo che guida il più importante museo ”italiano” (ma ovviamente in territorio vaticano e di proprietà della Santa Sede), è anche uno dei massimi esperti di beni culturali al mondo.  È stato ministro dei Beni culturali e unisce alla competenza tecnica e scientifica la capacità di gestione e quindi di attenzione alle esigenze di milioni di visitatori e una non comune cortesia comunicativa, che si esprime anche a livello personale.



L'intervista è importante perchè al di là del tema che ha catturato l'attenzione dei titolisti — un sistema per aspirare la polvere dagli abiti e per ridurre la temperatura dei visitatori prima dell'ingresso nella Sistina — contiene un annuncio importantissimo e quasi rivoluzionario per l'Italia e per l'offerta di fruizione dei Beni Culturali nel nostro Paese (continuiamo a far finta che i Vaticani non siano in Vaticano...).
Paolucci infatti annuncia l'intenzione di realizzare uno spazio in cui chi si accinge ad entrare nella Sistina possa essere preparato alla visita grazie a strumentazioni multimediali. In pratica, invece di essere “sparati” in quella che è la vera summa del cattolicesimo così, allo sbaraglio, con il naso all'insù e senza alcuna consapevolezza di dove si è e del perchè quel luogo è così, si potrà ascoltare una introduzione all'approccio michelangiolesco vedendo al tempo stesso gli highlights degli affreschi da una prospettiva ravvicinata.
Oggi le tecnologie permettono di costruire agevolmente applicazioni di realtà virtuale fruibili anche in contesti ampi e per grandi numeri di persone (20mila al giorno i visitatori della Sistina)  e in questo vecchio post trovate un link a un servizio sull'argomento che avevo realizzato dopo la mostra Archeo Virtual a Paestum. Paolucci pare pensare a uno spazio dedicato accanto all'edificio, spazio in cui allestire questa ambientazione virtuale introduttiva.
Ho detto che si tratta di un approccio quasi rivoluzionario per l'Italia perchè nel nostro Paese è rarissimo ciò che altrove ormai è normale. Negli Stati Uniti, ad esempio, siti e musei infinitamente meno ricchi dei Vaticani sono da anni dotati di visitor center in cui i visitatori accedono non solo a un'ampia gamma di servizi ma soprattutto possono, grazie a video e multimedialità, essere preparati alla visita. Ho visto di persona allestimenti di questo tipo al Newseum di Washington e al campo di battaglia di Gettysburg. Lascio a voi immaginare come cambierebbe radicalmente l'esperienza di visita ai Fori Romani o a Pompei se l'idea di Paolucci vi fosse applicata. Speriamo...

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