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mercoledì 14 novembre 2012

Per la grande classica non c'è bisogno di viaggiare. E in più a Milano il Quartetto sa premiare i giovani con biglietti a prezzi ridottissimi. Esempio da imitare...

Per una volta lo diciamo: non sempre bisogna viaggiare. Non è sempre necessario fare la valigia e prendere aerei per vedere cose nuove e godere di cose belle. È la nostra consueta esterofilia ad accentuare l'interesse per il lontano e a farci snobbare il vicino — tipico l'esempio del foliage, leggetene qui. Ma nel caso della musica...


Non occorre essere superesperti di musica classica, basta essere mediamente appassionati come l'autore di questo blog per constatare che Milano non ha nulla da invidiare alle più blasonate capitali europee in quanto a quantità e qualità dell'offerta. E non si tratta solo della Scala. È il caso, ad esempio della Società del Quartetto, che nel 2014 compirà 150 anni. Ieri sera ho assistito al primo dei tre concerti con cui in questa stagione il pianista Andràs Schiff eseguirà l'integrale delle sonate per pianoforte di Beethoven. Non ho competenze critiche ma posso dire che il concerto è stato magnifico e il pubblico lo ha sottolineato. Se ne parlo qui, però, è soprattutto per evidenziare, appunto, che almeno per chi abita a Milano e dintorni l'offerta musicale di classica è di assoluto livello mondiale. E, poi, per dire a proposito del Quartetto che la politica nei confronti del giovani è davvero da applauso. Pensate, ogni concerto — nella grande sala Verdi del Conservatorio — è proposto a soli 5 (cinque) euro per chi ha meno di 26 anni, senza distinzioni tra studenti e lavoratori.
Cinque euro: meno del biglietto del cinema, molto meno del prezzo di una pizza (le sigarette non so più quanto costino...) per ascoltare esecutori di fama internazionale.
Davvero un atteggiamento lungimirante. E che meriterebbe di essere imitato da tanti promotori di iniziative culturali.

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