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martedì 30 ottobre 2012

“Caro Ospite...”. La parrocchia di Sarentino, un bell'hotel e un bellissimo testo. Che dice molte cose e che merita di essere preso ad esempio...

Hotel Bad Schorgau, Val Sarentino, autunno 2012. Sono da poco entrato nella mia stanza dopo essere arrivato in auto in questa valle poco conosciuta, cui si accede dopo un'impressionante serie di gallerie, subito a nord di Bolzano. Devo preparare un reportage e, prima di uscire per gli appuntamenti in programma, sistemo le mie cose nella bella camera rivestita di cirmolo. Sul tavolo, accanto agli oggetti, alle brochures e alle etichette “non disturbare” comuni a tutti gli hotel del mondo, attira la mia attenzione un opuscoletto. Sulla copertina, la foto di una chiesa e il titolo: «Parrocchia di S. Maria Assunta a Sarentino. Sante Messe. Le chiese della parrocchia». È già una bella sorpresa. Mi è capitato spesso di vedere in imbarazzo gli addetti alle reception di fronte alla richiesta di informazioni circa gli orari delle Messe. Ecco un bel servizio, penso. Ma la sorpresa vera è nella pagina 2 del libretto....

Il breve testo comincia con un “Caro Ospite...” (proprio così, Ospite è in maiuscolo). Ve lo trascrivo integralmente:
«... Le diamo cordialmente il benvenuto nella nostra parrocchia e Le auguriamo un buon soggiorno e una vacanza distensiva. La invitiamo a prendere parte alla nostra vita parrocchiale e a professare con noi la fede: per il periodo del suo soggiorno nella parrocchia di Maria Assunta di Sarentino, Lei non è solo ospite ma membro della nostra comunità, secondo la sua convinzione religiosa.
Possa essere il suo soggiorno in Val Sarentino un effettivo periodo di riposo, libero dalle preoccupazioni quotidiane e da obblighi di qualsiasi genere.
Che il Signore benedica il periodo che trascorrerà qui da noi.
Il parroco e decano
Il consiglio parrocchiale»

Sono rimasto a bocca aperta: un testo perfetto. Un testo perfetto perchè — lo si capisce immediatamente — autentico e sincero. Un testo che non nasce da strategie di marketing o da tattiche di certa goffa e invadente “pastorale del turismo”.
La cosa che colpisce di più e che vi invito a notare a vostra volta è che si tratta di parole che testimoniano la vera natura del cristianesimo e cioè il suo essere una vita. Il cristianesimo non è — come molti, anche cristiani..., vorrebbero farci/farvi credere — un insieme di regole, un'organizzazione sociale, una struttura pastorale, una disciplina soffocante. Il cristianesimo è anzitutto una vita, una vita di persone che stanno in un determinato luogo e che si aiutano vicendevolmente a essere sempre più consapevoli dell'incontro personale fatto con Gesù Cristo.
Questa vita, semplice e umana, è per tutti. Sembra di vederli, il parroco e decano e il consiglio parrocchiale, a metter giù quelle poche parole con l'intento, chiarissimo, di dire: noi siamo qui, viviamo qui in questa piccola valle e siamo cristiani. Voi venire qui da noi per risposarvi e ristorarvi. Siete comunque nostri Ospiti e noi vi invitiamo, se vorrete, a condividere non solo la bellezza della natura di questi luoghi ma anche la bellezza dell'incontro con Chi li ha creati. In ogni caso, vi auguriamo ogni bene e chiediamo al Signore di benedirvi, senza condizioni di sorta.
Come si fa, se si è cristiani, a non ringraziare questi amici per l'esempio che danno con queste poche parole? Come si fa, se non si è cristiani,  a non essere grati per un'accoglienza così sincera e bella e che lascia aperto lo spazio della libertà di tutti?

Un'ultima osservazione: bravi anche i titolari del bellissimo Hotel Bad Schorgau, che proponendo nelle camere il libricino, hanno dato spazio a un'iniziativa così esemplare. Esemplare proprio nel senso che mi auguro serva di esempio e venga il più possibile imitata.

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