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venerdì 17 agosto 2012

Arrivano gli hotel Ikea? Bene. Dovrebbe crescere l'offerta di ricettività con rapporto prezzo/qualità chiaro e affidabile. Staremo a vedere

Interessante servizio su La Stampa di oggi. Se davvero, come segnala il quotidiano torinese, il colosso svedese Ikea si appresta a invadere l'Europa con 100 hotel ispirati alla sua filosofia low cost (ma senza mobili Ikea, parrebbe...), allora saremmo di fronte all'ennesima prova che, anche e soprattutto nella ricettività turistica, le economie di scala, il marketing e la standardizzazione dei prodotti diventano sempre più decisivi.
Facile immaginare che gli hotel Ikea si inserirebbero nel filone — che io apprezzo molto — degli alberghi in cui il rapporto prezzo-qualità e le "features" offerte dalla camera sarebbero a prova di bomba e cioè a prova di consumatore.

Voglio dire che si tratterebbe di alberghi in cui, come quelli di Accor — che non a caso sta compattando sotto l'unico brand Ibis tutti i suoi prodotti low cost come Etap e Formule 1 — e di Motel One, sai con certezza cosa troverai in camera rispetto al prezzo che hai pagato.
In pratica e a grandissime linee, l'offerta ricettiva globale tende a polarizzarsi sempre più. Da una parte gli hotel di fascia alta e altissima che, da soli, costituiscono una motivazione di viaggio e una destinazione per chi se li può permettere. Dall'altra soluzioni di ospitalità che permettono al turista di concentrarsi sulla destinazione vera e propria.
Se vado a Parigi voglio spendere il mio budget per vedere Parigi. L'albergo mi serve per dormire. Che è una cosa importante ma che faccio anche a casa mia. E per la quale, in viaggio, mi basta avere comodità e pulizia a prezzi il più possibile bassi. E stop.
Interessante esercizio: provate a prenotare via web un hotel Accor sul sito del gruppo. Sarà più chiaro quel che sto dicendo.

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