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lunedì 4 giugno 2012

Il Papa a Milano, la logistica i trasporti. E qualche riflessione (sorprendente?) sul vero "segreto" dell'organizzazione

Qualcuno penserà che stia diventando una mania. Per partecipare alla Messa che Benedetto XVI ha celebrato domenica a Milano, nel grande spazio dell'aeroporto di Bresso, mi sono spostato... in treno.
Il fatto è che si trattava della soluzione più efficiente, almeno sulla carta. Bene, sarebbe ridicolo e stupido ridurre un evento così imponente e, al tempo stesso, semplice come la visita del Papa a Milano a una questione di logistica. Però in questo blog può essere interessante fare un cenno anche a questo aspetto, in fondo non così marginale.
Nel suo essere un fatto presente nella storia degli uomini, infatti, il cristianesimo da sempre fa i conti con i problemi logistici. Da alcuni di essi, non a caso, hanno preso le mosse episodi cruciali del Vangelo, basti pensare alla moltiplicazione dei pani e dei pesci — con le migliaia di persone che seguivano Gesù, che furono "fatte sedere" e per le quali, dopo il miracolo, fu organizzato anche un servizio di raccolta degli avanzi. Oppure alla preoccupazione di Gesù affinchè la Cena che Lui sapeva essere la Sua ultima fosse allestita nel modo e nel luogo migliore. Ancora, in molte occasioni, per parlare alla folla Gesù chiede aiuto ai suoi amici affinchè gli allestiscano una delle loro barche e, stando a qualche metro dalla riva, gli permettano di essere ascoltato più efficacemente. Da ultimo lascio l'episodio delle nozze di Cana, in cui Gesù si inserisce genialmente in una circostanza tipica di un'organizzazione colta alla sprovvista — è finito il vino — per introdurre un miracolo e, quindi, iniziare a far capire chi Egli era ed è.
Si potrebbe continuare ma credo che il punto sia chiaro: il cristianesimo non è uno spiritualismo, è una Presenza che sta dentro alle circostanze della storia e della vita quotidiana. Ecco perchè, anche e sopratutto negli eventi come quelli di questi giorni a Milano, la capacità organizzativa non va vista come un'esibizione muscolare di efficienza trionfalistica ma nemmeno, simmetricamente, come un aspetto secondario, puramente tecnico.
Molto si potrebbe ancora dire e se vorrete ne parleremo qui con i vostri commenti e interventi.
Torno al mio treno per dire che, come ebbi modo di notare quando collaborai all'organizzazione e alla gestione della visita di Giovanni Paolo II a Oropa, nel lontano 1989, queste occasioni hanno la bella caratteristica di far uscire il meglio dalle persone e dai corpi organizzati. Certo, il treno al ritorno da Sesto a Porta Garibaldi era vecchio e sporco ma la "controllora" era sorridente e si informava se la Messa era finita e su "come era andata". Il treno dell'andata era stato puntuale, le connessioni veloci ed efficienti, le stazioni di treni e metro affollate di personale incaricato di indirizzare le persone e fornire informazioni. Non so se voi abbiate avuto la stessa percezione ma sul piano dei trasporti e su quello della logistica della celebrazione le cose sono andate molto bene. E quando le cose vanno bene, quando non si finisce soffocati tra la folla, quando i servizi funzionano si ha la sensazione bella di essere amici tra gli amici.
Qualcuno dirà che questa non è una prerogativa della Chiesa e che l'efficienza organizzativa non abita solo nei comitati allestiti per le visite del Papa. Verissimo. Ad esempio i miei figli sono stati recentemente al concerto torinese dei Coldplay e ne sono tornati ammirati per la qualità complessiva dell'evento (peraltro a pagamento, ovviamente...).
Verissimo, ripeto. Ma a parte il fatto che, senza trionfalismi, solo la Chiesa cattolica oggi riesce a radunare un milione di persone da tutto il pianeta per una Giornata dedicata a un tema apparentemente poco entusiasmante come la famiglia; a parte questo fatto, il gusto per la bellezza delle cose fatte bene e dell'organizzazione che fa stare bene la gente anche in situazioni complesse e difficili è una delle facce di quella "vita buona" che il cuore di ogni uomo desidera sperimentare. E in questi giorni, anche il prodigarsi non nuovo delle strutture della Protezione civile italiana nei luoghi del terremoto in Emilia, ci ricorda che il Cristianesimo per primo ha introdotto nella storia il valore infinito della singola opera di misericordia ( dar da mangiare, da bere.... far stare bene la gente).
Insomma, la migliore e più efficiente organizzazione si realizza quando in cima alle preoccupazioni e all'impegno non c'è .... l'organizzazione. Ma c'è uno sguardo di amicizia e di compassione nei confronti dell'altro. Imitazione dello sguardo che Cristo aveva ed ha su di noi.

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