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mercoledì 4 aprile 2012

Perchè i musei italiani non sanno comunicare?

Ecco un articolo tutto da leggere. Si intitola "Perchè i musei italiani sono i peggiori del mondo" e lo ha scritto il collega Giuseppe Frangi, per il Sussidiario.net.
È da leggere per due motivi. Il primo: Frangi non è solo il direttore di Vita — il magazine del mondo del no-profit — è anche un vero esperto di arte, tanto schivo quanto profondo conoscitore soprattutto delle arti figurative. Il secondo motivo è che ha perfettamente ragione nell'evidenziare — questo il tema del pezzo — la disastrosa situazione dei siti web dei musei italiani.
Di mio aggiungo che il problema è un deficit culturale sulla comunicazione. Quest'ultima è parola più che abusata, è vero, e spesso associata a fumosi "progetti" e "eventi" che spesso coprono il nulla. In questo caso, però, è proprio la parola giusta.
Il nostro Paese — non solo i musei... — non ha bisogno di costruire, come altri, una comunicazione che copra o integri l'assenza di cose, di oggetti (beni artistici, paesaggistici ad esempio). L'Italia ne è ricchissima. Ma non riesce a "dirli", a comunicarli.
Qualche eccezione c'è. Ma resta tale. Una che mi ha recentemente colpito: la mostra Fare gli Italiani, a Torino, appena riaperta. Un'altra è la mostra La Merica, a Genova, cui ho accennato nel post sul museo del Titanic.

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